Perché gli eSports sono considerati al pari dello sport tradizionale

esportsIl fenomeno eSport sta creando in quest’ultimi anni un mercato molto vasto, che duplica o addirittura quadruplica il proprio valore economico ogni anno.

In molti Stati o perfino continenti, come nel caso dell’Asia o dell’America del Nord, l’eSport è una realtà più che affermata nella quotidianità. Tuttavia, in alcuni paesi come l’Italia, si è dato poco risalto a questo mondo rimanendo circoscritto ad un pubblico di nicchia.

In quest’ultimo periodo il fenomeno eSport sta entrando prepotentemente nel pensiero dei giovani italiani e sta ottenendo supporto da grandi personalità come Guido Meda o Gianluigi Pardo (quest’ultimi hanno partecipato attivamente anche ad alcune manifestazioni dedicate al gaming).

Prima di continuare il discorso, però, è bene capire cosa sono gli eSports.

Che cosa sono gli eSports

Il termine eSports sta per electronic sports ed indica tutti i videogiochi organizzati con modalità competitive. Per chi ha avuto un trascorso da videogiocatore di sicuro si ricorderà di quanto si giocava per allenarsi e diventare più forte degli altri amici o sfidanti online.

Tuttavia, alle persone che non si sono mai affacciate in questo mondo può risultare più difficile accettare tale fenomeno. Per alcuni, l’accostamento dei videogiochi allo sport può sembrare un ossimoro, ma non è così.

Cosa significa giocare competitivamente

I giochi elettronici competitivi di qualsiasi genere, dagli sparatutto agli strategici, richiedono una buona parte del tempo per l’allenamento della psiche della propria persona. Gli “atleti” degli eSport ogni giorno si allenano per superare i propri limiti, aumentando la concentrazione e diventando più forti e competitivi.

Non ci trovi alcuna analogia con gli atleti degli sport tradizionali? Non è solo questa, è possibile trovarne molte altre. Inoltre, ci sono anche diversi vantaggi.

Ad esempio, una maggiore concentrazione influisce sicuramente in maniera positiva sull’apprendimento scolastico.

Essere un atleta di eSport non significa stare attaccato davanti ad un monitor un’intera giornata. Tutte le associazioni appartenenti al mondo videoludico competitivo hanno elevato la concezione della figura dell’atleta 2.0.

Innanzitutto, i team formati da professionisti si ritrovano a vivere insieme nelle cosiddette “gaming-house”. I ragazzi, inoltre, sono affiancati da innumerevoli figure professionali esterne come nutrizionisti e personal trainer.

Esatto, l’alimentazione e l’attività fisica rimangono comunque dei punti da non trascurare. I giocatori professionisti giornalmente devono seguire una scheda personalizzata con lo scopo di migliorare la propria condizione fisica.

Questo perché un atleta in salute avrà performance migliori, i riflessi e la coordinazione sviluppati con l’attività fisica daranno benefici nelle performance del giocatore.

Inoltre, fare attività fisica aiuta i videogiocatori a mantenere una condizione mentale equilibrata, altro punto fondamentale per questi ultimi.

Come vengono classificati gli eSports

Attualmente, nonostante il giro d’affari superi il valore di 700 milioni di euro, il mondo degli eSports non è riuscito a trovare una vera e propria identità.

Principalmente esistono 3 diversi opinioni a riguardo, in Italia ma anche nel resto del mondo.

La prima mette completamente sullo stesso livello eSport e sport tradizionale e, seppur sia molto diffusa, è in netto contrasto anche con l’opinione di molti videogiocatori. Tuttavia, durante quest’estate è stato proposto da alcuni organizzatori delle Olimpiadi di organizzare anche dei Giochi olimpici dedicati al mondo videoludico (per saperne di più puoi leggere l’articolo “Olimpiadi di Parigi: arrivano gli e-Sports?“).

La seconda opinione identifica gli eSports come una cosa a sé stante, distaccandoli completamente dallo sport tradizionale.

La terza e più recente idea riguardo gli eSports è quella di identificarli come Sports Entertainment (un esempio è la WWE). L’idea è stata fondata e portata in Italia da Michele Posa, commentatore storico di Sky della WWE.

Quest’ultima opinione sembra essere quella che metta d’accordo buona parte della comunità internazionale, anche se non è ancora stato deciso nulla in merito.

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